Giancarlo

Sono uno che come tanti ha vissuto combattendo lungo tutta la sua lunga vita. Ma ha vissuto a suo modo.

Sin dalle scuole medie infatti fui condizionato dalla lettura dell'inferno di Dante: da quel suo modo spietato di punire i deboli e i falsi, vedi gli ignavi (Celestino V) o i simoniaci (Bonifacio VIII) e per contro il profondo rispetto che riserva ai forti e coraggiosi, pur punendoli senza sconti, vedi Farinata degli Uberti (eretici) o Ulisse (consiglieri fraudolenti). Quest'ultimo poi ha di fatto tracciato il mio intero percorso di vita, con suo "...considerate la vostra semenza, fatti non foste per viver come bruti, ma per seguir virtute e conoscenza" dall'arringa fatta al suo equipaggio, per fugare le loro, paure dell'ignoto.

                       (  A proposito devo confessare che la mia unica grande passione è stata la vela  )

La curiosità, la voglia di imparare e sperimentarmi mi ha condotto a fare moti lavori differenti, pur timido ragazzo, non mi è mai mancato il coraggio, a ventidue a 22 anni mi sposai e con mia moglie emigrai nel veneto, a 28 anni avevamo 5 figli, Mia moglie ha subito questa mia inquietudine, ma siamo stati e siamo tutt'ora una famiglia unita e felice.

Nei primi 9 anni abbiamo effettuato 9 traslochi in diverse città, tutti pagati dalle imprese con cui di volta in volta lavoravo. La routine mi ha sempre mandato in depressione.

Due settori mi hanno dato soddisfazioni maggiori: Il marketing in generale con tutte le sue sfaccettature che investono analisi di dati e imputazioni psicologiche: questo ho trattato diversamente da quando ormai non più reclamizza un bel niente, ma crea solo bisogni.

L'altro è l'analisi di bilanci aziendali, una fase diagnostica delle aziende, da cui si evincono varie discrasie, i costi non dovuti. Le aree deboli, l'eventuale scarso controllo del management sull'impresa.

Oggi comunque sono un anziano signore che capitalizza tutte le sue letture ed esperienze, anche di solidarietà testimoniate, secondo quando insegna Gesù Cristo che spero avrà indulgenza a suo tempo nei miei riguardi, per le mie diserzioni dalle messe domenicali.

La saggezza popolare indiana recita che alla morte dei un vecchio bruci un'intera biblioteca. Io mi reputo una piccola biblioteca consultabile e consultata da miei familiari, compresi 8 nipoti di ogni età e clienti vecchi e nuovi.